Thursday, 14 September 2017

Terremoto del Messico di M 8.0 del 08 settembre 2017

Il terremoto di M 8.0 si è verificato in una regione sismicamente molto attiva, dove i terremoti sono frequenti a causa dello scorrimento della placca oceanica di Cocos sotto le placche del Nord America e dei Caraibi (fig. 1) [1].


Fig. 1 - tettonica dell'America centrale.


Molto interessante è la profondità del terremoto di 72 km e il meccanismo focale (fig. 2) che evidenzia come la placca in subduzione (quella di Cocos), sia soggetta a estensione lungo immersione.
Fig. 2 - Meccanismo focale del terremoto di M 8.0 del 8 settembre 2017[2]. 
L'aftershock del di M 5.7 alla profondità di 30 km circa, del settembre mostra un meccanismo focale di tipo compressivo (fig. 3), evidenziando il fenomeno dello sfregamento tra la placca delle Cocos e del Nord America.
Fig. 3 - meccanismi focale del mainshock di M 8.0 e aftershock di M 5.7 [3].

Il modello della subduzione è quello dove la placca delle Cocos scende al di sotto di quella nord Americana per il fenomeno del "galleggiamento negativo" [4]. La distribuzione degli sforzi durante la discesa della litosfera (come quella delle Cocos), è messo in evidenzia dal meccanismo focale compressivo dovuto allo "sfregamento" nell'interfaccia Cocos-nord America (fig. 4c) e distensivo in profondità (fig. 4d) dovuto probabilmente alla trazione dal basso della placca che esercita una forza di "disaccopiamento" della stessa lungo immersione. 
Fig. 4 - modello della subduzione con gli sforzi compressivi (C) e distensivi lungo immersione (D) Modificato da:[4].


Riferimenti bibliografici
[4] Kearey P., Vine F.J. (1994) - Tettonica Globale. Zanichelli ed.

Saturday, 15 July 2017

Aftershocks Identification and Classification

Usually, earthquakes develop after a strong main event. In literature they are defined as aftershocks and play a crucial role in the seismic sequence development: as a result, they should not be neglected. In this paper we analyzed several aftershock sequences triggered after a major earthquake, with the aimed at identifying, classifying and predicting the most energetic aftershocks. We developed some simple graphic and numeric methods that allowed us to analyze the development of the most energetic aftershock sequences and estimate their magnitude value. In particular, using a hierarchisation process related to the aftershocks sequence, we identified primary aftershocks of various orders triggered by the mainshock and secondary aftershocks of various orders triggered by the previous shock. Besides, by a graphic method, it was possible to estimate their magnitude. Through the study of the delay time and distance between the most energetic aftershocks and the mainshock, we found that the aftershocks occur within twenty-four hours after the mainshock and their distance remains within a range of hundreds of kilometers. To define the aftershocks sequence decay rate, we developed a sequence strength indicator (ISF), which uses the magnitude value and the daily number of seismic events. Moreover, in order to obtain additional information on the developmental state of the aftershocks sequence and on the magnitude values that may occur in the future, we used the Fibonacci levels. The analyses conducted on different aftershocks sequences, resulting from strong earthquakes occurred in various areas of the world over the last forty years, confirm the validity of our approach that can be useful for a short-medium term evaluation of the aftershocks sequence as well as for a proper assessment of their magnitude value.

Giulio Riga & Paolo Balocchi



Riga, G. and Balocchi, P. (2017) Aftershocks Identification and Classification. Open Journal of Earthquake Research, 6, 135-157. doi: 10.4236/ojer.2017.63008.

Sunday, 7 May 2017

Eventi sismici della bassa Modenese del 07 Maggio 2017

Schema delle sorgenti sismogenetiche da: DISS-INGV; EFT-External Ferrara Thrust; MFT-Middle Ferrara Thrust; CPRT-Carpi Poggio Renatico Thrust.

I due eventi di M 2.5 del 07/07/2017 di Sant'Agostino [1] e Mirabello [2] sono da attribuirsi alla sorgente sismogenetica middle Ferrara thrusts (MFT), per il primo evento e probabilmente, ad un segmento della sorgente sismogenetica external Ferrara thrusts (EFT) oppure alla middle Ferrara thrusts (MFT), per il secondo evento.

Tali eventi ricadono in corrispondenza dell'area più orientale delle strutture attivatesi nel 2012, che rappresenta il segmento est decritto dalla CGR a maggiore pericolosità (in termini probabilistici). 

Friday, 5 May 2017

Eventi sismici della bassa Modenese

Schema:MFT-Middle Ferrara thrust con il segmento di Finale Emilia del terremoto del 20/05/2015; CPRT-Carpi Poggio Renatico thrust con il segmento di Mirandola del terremoto del 29/05/2012; EFT-External Ferrara thrust con il segmento di Ferrara del terremoto del 1570. 

Gli eventi di M 3.1 e 3.2 del 26/04/2017 ricadono all'interno dell'area della sorgente sismogenetica middle Ferrara thrusts (MFT). Tale area rappresenta la porzione iniziale del segmento più orientale della medesima struttura di cui parlava la CGR nel 2012. 
L'evento di M 3.0 del 05/04/2017 ricade all'interno della sorgente sismogenetica esterna di Ferrara (EFT), la cui profondità di 8 km è compatibile con la massima profondità della sorgente.
Gli eventi mostrano le caratteristiche si aftershocks (eventi si assestamento) della sequenza sismica dell'Emilia del 2012. 

Wednesday, 5 April 2017

Il modello di "tettonica di intaccatura (indentation)"

Esperimento del modello di "tettonica di intaccatura (indentation)" su plastilina (Tapponnier et al., 1982, 1986 and Peltzer & Tapponnier 1988).

Extrusion experiment with plasticine, IPGP tectonics lab. from Lacassin Robin on Vimeo.


Il modello descrive il processo di indentatura da parte della placca Indiana (rappresentata dal dente metallico rigido) che si comporta come placca rigida che penetra all'interno della placca Asiatica a comportamento più "molle" (meno rigido). Sulla placca Asiatica si formano diverse faglie che accompagnano l'estrusione (tettonica di estrusione o di fuga) verso Est dell'Indocina.
Il modello di laboratorio, confrontato con la tettonica regionale (ad ampia scala) desunta da dati rilevati in campagna, mostra diverse correlazioni.


Riferimenti bibliografici
Kearey P., Vine F.J., 1994 - Tettonica Globale. Zanichelli Ed.
Kearey P., Klepeis K.A., Vine F.J., 2010 - Global Tectonics. Wilei-Blackwell Ed.