Saturday, 15 July 2017

Aftershocks Identification and Classification

Usually, earthquakes develop after a strong main event. In literature they are defined as aftershocks and play a crucial role in the seismic sequence development: as a result, they should not be neglected. In this paper we analyzed several aftershock sequences triggered after a major earthquake, with the aimed at identifying, classifying and predicting the most energetic aftershocks. We developed some simple graphic and numeric methods that allowed us to analyze the development of the most energetic aftershock sequences and estimate their magnitude value. In particular, using a hierarchisation process related to the aftershocks sequence, we identified primary aftershocks of various orders triggered by the mainshock and secondary aftershocks of various orders triggered by the previous shock. Besides, by a graphic method, it was possible to estimate their magnitude. Through the study of the delay time and distance between the most energetic aftershocks and the mainshock, we found that the aftershocks occur within twenty-four hours after the mainshock and their distance remains within a range of hundreds of kilometers. To define the aftershocks sequence decay rate, we developed a sequence strength indicator (ISF), which uses the magnitude value and the daily number of seismic events. Moreover, in order to obtain additional information on the developmental state of the aftershocks sequence and on the magnitude values that may occur in the future, we used the Fibonacci levels. The analyses conducted on different aftershocks sequences, resulting from strong earthquakes occurred in various areas of the world over the last forty years, confirm the validity of our approach that can be useful for a short-medium term evaluation of the aftershocks sequence as well as for a proper assessment of their magnitude value.

Giulio Riga & Paolo Balocchi



Riga, G. and Balocchi, P. (2017) Aftershocks Identification and Classification. Open Journal of Earthquake Research, 6, 135-157. doi: 10.4236/ojer.2017.63008.

Sunday, 7 May 2017

Eventi sismici della bassa Modenese del 07 Maggio 2017

Schema delle sorgenti sismogenetiche da: DISS-INGV; EFT-External Ferrara Thrust; MFT-Middle Ferrara Thrust; CPRT-Carpi Poggio Renatico Thrust.

I due eventi di M 2.5 del 07/07/2017 di Sant'Agostino [1] e Mirabello [2] sono da attribuirsi alla sorgente sismogenetica middle Ferrara thrusts (MFT), per il primo evento e probabilmente, ad un segmento della sorgente sismogenetica external Ferrara thrusts (EFT) oppure alla middle Ferrara thrusts (MFT), per il secondo evento.

Tali eventi ricadono in corrispondenza dell'area più orientale delle strutture attivatesi nel 2012, che rappresenta il segmento est decritto dalla CGR a maggiore pericolosità (in termini probabilistici). 

Friday, 5 May 2017

Eventi sismici della bassa Modenese

Schema:MFT-Middle Ferrara thrust con il segmento di Finale Emilia del terremoto del 20/05/2015; CPRT-Carpi Poggio Renatico thrust con il segmento di Mirandola del terremoto del 29/05/2012; EFT-External Ferrara thrust con il segmento di Ferrara del terremoto del 1570. 

Gli eventi di M 3.1 e 3.2 del 26/04/2017 ricadono all'interno dell'area della sorgente sismogenetica middle Ferrara thrusts (MFT). Tale area rappresenta la porzione iniziale del segmento più orientale della medesima struttura di cui parlava la CGR nel 2012. 
L'evento di M 3.0 del 05/04/2017 ricade all'interno della sorgente sismogenetica esterna di Ferrara (EFT), la cui profondità di 8 km è compatibile con la massima profondità della sorgente.
Gli eventi mostrano le caratteristiche si aftershocks (eventi si assestamento) della sequenza sismica dell'Emilia del 2012. 

Wednesday, 5 April 2017

Il modello di "tettonica di intaccatura (indentation)"

Esperimento del modello di "tettonica di intaccatura (indentation)" su plastilina (Tapponnier et al., 1982, 1986 and Peltzer & Tapponnier 1988).

Extrusion experiment with plasticine, IPGP tectonics lab. from Lacassin Robin on Vimeo.


Il modello descrive il processo di indentatura da parte della placca Indiana (rappresentata dal dente metallico rigido) che si comporta come placca rigida che penetra all'interno della placca Asiatica a comportamento più "molle" (meno rigido). Sulla placca Asiatica si formano diverse faglie che accompagnano l'estrusione (tettonica di estrusione o di fuga) verso Est dell'Indocina.
Il modello di laboratorio, confrontato con la tettonica regionale (ad ampia scala) desunta da dati rilevati in campagna, mostra diverse correlazioni.


Riferimenti bibliografici
Kearey P., Vine F.J., 1994 - Tettonica Globale. Zanichelli Ed.
Kearey P., Klepeis K.A., Vine F.J., 2010 - Global Tectonics. Wilei-Blackwell Ed.

Saturday, 25 March 2017

Sciame Appennino Tosco-Emiliano del Marzo 2017


In data 25/03/2017 si è riattivato lo sciame dell'Appennino Tosco-Emiliano [1], localizzato nei pressi di Castiglione dei Pepoli, nella stessa area del 2015 [2]. 


La distribuzione degli ipocentri evidenzia una superficie NE-immergente che potrebbe rappresentare un detachment, una superficie di scollamento, probabilmente di importanza regionale. Tale superficie sembra, al momento, "guidare" la sismicità dell'area, con eventi di bassa magnitudo. Sempre la distribuzione degli ipocentri mette in evidenza una faglia SW-immergente (f) coniugata alla precedente. Tale geometria strutturale può essere rappresentata da uno stile tettonico simile alla Val Tiberina-Gubbio [3]


La sismicità storica, ricavata dal catalogo CPTI11 (INGV), mostra che l'area storicamente è stata soggetta ad eventi con M stimata da 5.0 a 5.9. 

Riferimenti
[1] Elenco dei dati dello sciame sismico da INGV.
[2] Sciame sismico dell'Appennino Tosco-Emiliano.
[3] Faglia Tiberina e sistema estensionale Umbro-Marchigiano.